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PELLEGRINAGGIO PARROCCHIALE
A LOURDES

20-26 giugno 2004

 
Dopo averlo preparato nei dovuti modi, abbiamo vissuto un vero pellegrinaggio. Ora siamo tornati carichi della forza del Signore.Tutto si è svolto bene. Gli inconvenienti non sono mancati, ma sono stati tutti risolti nel modo migliore. La vergine Maria ci ha assistito oltre ad averci ascoltato quando le riversavamo nel cuore tutte le necessità e i problemi che i fedeli di S. Fereolo ci avevano affidato.
Andare a Lourdes con gli ammalati non si può non lasciarsi prendere dalle loro difficoltà e dai loro numerosi problemi. In quella spianata che si allarga davanti alla grotta si diventa un cuor solo e un’anima sola. E allora i dolori, le fatiche, le stesse sofferenze degli ammalati diventano nostre.
Guardando poi ai sani che davanti alla Vergine pregano con fede, non si può non percepire quelle sofferenze nascoste in fondo al loro cuore. E anche qui, nel silenzio, si partecipa al dolore di tutti. A Lourdes il dolore si condivide e condividendolo, diventa maggiormente sopportabile.
Ciò che si sperimenta in questa immersione nel dolore di tutti, è la speranza. Una speranza però serena, che anima e sostiene. Da questa scaturisce poi la capacità di vivere il proprio dolore con la forza di Dio. Il volto sereno e a volte allegro degli ammalati o il volto che prima era segnato da lacrime, diventa splendido, segno che dentro è nata la certezza che non tutto è perduto. E’ la grazia che Maria continua a chiedere a suo Figlio per coloro che obbedendo ad una chiamata interiore è arrivato ai suoi piedi. Dopo questo “bagno di speranza” si torna a casa con un altro spirito. La croce rimane, le sofferenze continuano, ma si ha una ragione in più per continuare il faticoso cammino della vita.
Cosa abbiamo fatto? Ci siamo coinvolti nelle celebrazioni, abbiamo avuto momenti di riflessione: ha dominato soprattutto la preghiera personale davanti alla grotta e nella tenda dell’adorazione. Abbiamo pregato veramente tanto. Ne sentivamo il bisogno. E la preghiera usciva spontaneamente e senza fatica. In tutte queste preghiere, ma soprattutto nelle celebrazioni alla grotta, era presente tutto S. Fereolo.
Essendo il pellegrinaggio del quartiere, come abbiamo sempre detto, perché tanti l’avevano sostenuti in diversi modi, non potevano far altro. Per tutti abbiamo avuto un ricordo. Tutto quanto ci era stato confidato, ma anche quelle sofferenze dei sanfereolini che conoscevamo, le abbiamo presentate alla Vergine. Nessuno si ritenga escluso da questo ricordo.
Il pellegrinaggio è terminato, ma la serenità rimane. Le preghiere sono state elevate, ma non sono cadute nel nulla, continuano ad essere davanti agli occhi di Maria nostra madre. Perché ciò che abbiamo fatto ricordi a tutti che nulla è andato perduto della grazia di quel pellegrinaggio, è stato posto nella cappella del Santissimo della nostra chiesa parrocchiale il cero portato appositamente da Lourdes. Sarà acceso in alcune circostanze e con la sua viva fiamma farà rivivere nei cuori di tutti i sanfereolini che sono costantemente sotto il peso della croce, la speranza e la pace e continuerà ad innalzare al Figlio di Maria, quelle preghiere che in quei giorni benedetti abbiamo fatto per il bene di tutto il quartiere.
GRazie! Già lo abbiamo detto tante volte, ma ora lo ripetiamo con maggior convinzione e soprattutto con veri sentimenti di riconoscenza. Se il pellegrinaggio è riuscito è grazie non solo agli organizzatori dell’O.F.T.A.L., ma anche a chi ha collaborato sia qui a casa per la stesura dei documenti, ma in modo particolare ha aiutato gli anziani e gli ammalati durante il viaggio, nel salire e nel scendere dal treno e in altre circostanze. Il grazie va in modo tutto particolare a coloro che con le loro offerte hanno permesso la partecipazione di alcune persone che altrimenti non avremmo potuto. Mediante il loro gesto, fatto al parroco individualmente nel nascondimento, oppure nei centri di ascolto e nelle classi di catechesi, ma anche organizzando le bancherelle sulla piazza nella domenica 18 aprile per la raccolta dei fondi e chi ha comperato, diverse persone hanno potuto raggiungere Lourdes e lasciarsi sostenere dalla mano materna della Vergine. Senz’altro il loro gesta e la loro fatica avranno una ricompensa non solo oggi, ma nell’eternità. E’ lo stile di Dio.

 

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