i sacerdoti
le celebrazioni
l'oratorio
i gruppi
eventi
storia ed arte
il quartiere
archivio
parlano di noi
contattaci

news

Camminiamo Insieme

Scarica l'ultimo numero del bollettino parrocchiale in formato pdf..

ultimo aggiornamento
20/12/2011

visite dal 22/2/2004:
   


scrivi al webmaster
webmaster's photos

Eventi

ESTATE 2005
 Grest e Campo scuola Gressoney

 

clicca sull'immagine per ingrandirla
Vuoi una o più foto in alta risoluzione? Mandaci una mail citando il codice (appare sulla "barra di stato" in basso a sinistra) spostando il mouse sulla foto desiderata.

 
Grest
 
Il quotidiano "Il Cittadino" ha fotografato con uno speciale il Grest 2005. Leggilo qui.

 

Si è conclusa sabato 2 luglio con un grande gioco tra ragazzi e genitori la prima parte dell’esperienza estiva del nostro oratorio (GREST). Prima parte perché con lunedì 29 agosto si è ripreso per 2 settimane solo il pomeriggio dalle 14,30 alle 18,30.
Cosa dire del Grest?
Anzitutto un grazie a tutti coloro che ci hanno dato una mano: dalle suore, agli adulti che ci aiutavano per il pranzo (la novità dell’anno) e per la merenda e un grazie a tutti i ragazzi e alle loro famiglie che hanno aderito al Grest del nostro oratorio. Sì, grazie a voi perché ci avete preferito ad altre esperienze che la città o le società sportive o altro offrivano.
Grazie perché avete scelto di aderire al Grest di San Fereolo piuttosto che a quelli di altre parrocchie e oratori, non perché ci sia qualche forma di competitività o di rivalità ma semplicemente perché ogni sacerdote che vuole bene ai suoi ragazzi desidera vederli proprio lì anche al Grest dove ci si può divertire e riflettere e pregare crescendo sempre più in questa grande famiglia che è la comunità di San Fereolo. Se non partiamo anche da queste semplici ma piacevoli esperienze, come il Grest e il campo estivo, ci dite come si possono apprezzare anche le altre proposte e richieste che si fanno per crescere come cristiani? Risulteranno sempre una pizza.
Ci ha guidato ancora la splendida figura di Giuseppe (narrata nel libro della Genesi), un ragazzo che ha giocato la sua vita con la volontà di Dio e non ha mai “perso”.
Un grazie sincero a tutti gli animatori che ci hanno aiutato e continueranno a farlo. Per loro è una bella esperienza che però si deve nutrire anche di altro.

 

Campo scuola Gressoney (AO)

 

Forza ragazzi … è ora di alzarsi! Sono già le 8,00!”
Più o meno in questo modo inizia la mattinata al campo estivo.
Appena si alzava la testa dal cuscino e si dava un’occhiata veloce fuori della finestra della camera, ci si trovava davanti uno spettacolo meraviglioso: il ghiacciaio del Monte Rosa ed una serie infinita di boschi, cascate e cime rocciose …il panorama di Gressoney lasciava davvero e bocca aperta, quando c’era bel tempo!
È stata un’esperienza bellissima e una delle cose che mi sono piaciute di più e mi ha colpito particolarmente è stato il vivere 24 ore su 24 con tante persone come fossimo una famiglia: i ragazzi, le suore, gli altri animatori e i 3 don (che da curare ce ne avevano).
Ognuno con il proprio carattere, ciascuno con le sue battute e i suoi momenti di tristezza, con le gioie e con i problemi, con la febbre o il raffreddore (faceva veramente un gran bel freddo), siamo ritornati sani e salvi dopo un settimana da favola.
Anche il fatto di esserci uniti ad altre parrocchie per vivere questa esperienza penso sia stata proprio una buona idea, sono sorte tante nuove amicizie e abbiamo conosciuto altri giovani, che offrono il loro tempo per proposte che servono alla nostra crescita. Ne sono convinta: ne vale la pena, non si ha nulla da perdere.
Infine c’erano anche amici un po’ particolari che si conoscevano da qualche tempo come don Riccardo e don Alessandro i quali, oltre che organizzare scherzi vari al povero don Luca (che, però, non stava certo fermo a guardare), erano sempre pronti a combinarne una delle loro, soprattutto durante le lunghe passeggiate. Grazie a loro 3 e alle suore, però, siamo riusciti anche a vivere momenti “un po’ seri” (cosa che non facciamo di frequente) Al primo momento questi pesano un po’ ma poi si rivelano il sostegno di tutta l’esperienza. Come avremmo bisogno di continuare ad essere stimolati per proseguire l’esperienza nella vita di tutti i giorni e non solo quella del campo!!!
Alla fine cosa dire? Sembra scontato, ma “provare per credere” e poi ne parliamo!
Speriamo di ritrovarci ancora il prossimo anno e più numerosi … la casa può contenere anche 90 persone.

Vale

Visto che il don mi lascia qualche riga di questo numero di ‘Camminiamo insieme’ vi racconto un episodio divertente accaduto nel primo turno del campo estivo vissuto a Gressoney.
Il secondo giorno, riuniti in un “groppone”, siamo andati tutti a fare una passeggiata a piedi in paese, 50 minuti buoni buoni. L’andata è stata tranquilla ma il ritorno è stato un inferno perché quasi non arrivavamo più a casa. Sapevamo dov’era, a volte si intravedeva ma il sentiero non finiva mai. Davanti al gruppo c’eravamo un ragazzo di San Martino, Yuri, un nostro animatore ed io. Il don ci aveva detto di continuare per il sentiero 3 e poi ad un certo punto di prendere il sentiero W ma noi non l’abbiamo visto e siamo andati avanti a salire, salire fino a quando, insospettiti, abbiamo deciso di scendere e fortunatamente, ripreso il gruppo e il sentiero giusto, siamo arrivati ugualmente primi a casa. Ma che impresa!

Ale

Campo estivo 2005, cosa dire? Tutto meravigliosamente OK ma una cosa non dimenticherò mai, la nostra prima passeggiata! Era, ora che ci penso, l’unica giornata completamente limpida dove non abbiamo preso nemmeno una goccia. Scendiamo in paese per vedere Gressoney ma nel ritorno … altro che la Straoratorio, una vera maratona.
Tre ore di cammino tutte in salita intravedendo la casa senza mai arrivare, per colpa di chi? Del don che ha avuto la brillante idea di fare una scorciatoia ma peccato che abbiamo preso un sentiero pochi metri prima di quello giusto e così… don, la prossima volto non ci freghi più. Solo al pensarci mi fanno male le gambe ancora adesso.

Anto

Domenica 17 luglio (sveglia ore 5,30), con le magliette gialle e bianche e una buona scorta d’acqua, ci siamo recati a Les Combes, sotto il solleone, per concludere l’esperienza del campo estivo incontrando il nuovo Papa Benedetto XVI. La mattinata è iniziata con la Santa Messa celebrata dal vescovo di Aosta e si è conclusa alle 12,00 con la preghiera dell’Angelus recitato dal Sommo Pontefice (durante il campo i nostri don ce l’hanno insegnata in latino pregandola prima di ogni pasto. È stata dura ma alla fine la sapevamo quasi meglio di loro).
L’emozione era tanta e qualcuno si è anche commosso vedendo quest’uomo accaldato come noi ma con qualche anno in più portare il suo abbraccio agli ammalati e salutare con affetto i tanti giovani che lo avevano aspettato con ansia. Non siamo riusciti a stringergli la mano, pur essendo molto vicini, ma abbiamo comunque potuto recepire tutto il suo amore per gli uomini, soprattutto i giovani, ai quali ha dato appuntamento a Colonia, dove con il don ci saranno anche alcuni di San Fereolo.

Gli animatori

Al campo estivo di quest’anno oltre alla splendida giornata conclusiva con il Papa, ci sono stati proposti alcuni incontri per riflettere insieme sul valore della condivisione, dell’essenzialità, dell’umiltà e della testimonianza. Siamo giunti, così, a cogliere l’invito di Gesù all’amore sincero per ogni uomo, anche quando violento. Accanto a questo e a dei gentilissimi direttori della casa, Davide e Antonia, sempre disponibili, abbiamo anche camminato, e che fatica! Come il solito, dopo l’alza bandiera delle 8,00 puntuali, senza sconti, verso le 9,30 abbiamo intrapreso una lunga e faticosa camminata che, per il don era da bambini, a noi sembrava una escursione da alpinisti. È stata dura, me n’è valsa la pena: 2 ore di salita e poi un po’ di riposo ad un rifugio con di quei panini…Poi su ancora fino a giungere dopo più di un’ora ad una specie di lago, possiamo dire una pozzanghera. Ci sistemiamo per pranzare ma non per digerire, infatti subito dopo si riparte per raggiungere Punta Regina a 2400 metri un vero e proprio balcone sulla Valle d’Aosta. Si vedeva il Rosa, il Gran Paradiso e addirittura il Monte Bianco. Siamo rimasti a contemplare questo spettacolo e poi giù, fermandoci a celebrare la Santa Messa al rifugio della prima sosta, quindi tutti a casa a lavarsi. Un momento che durante il campo ha “ritmato” i giorni è stata la Santa Messa quotidiana che all’inizio ci sembrava una punizione dei don perché a casa non ci andiamo tutte le domeniche, poi, però, ci siamo accorti che questo appuntamento, come le confessioni fatte il primo giorno hanno permesso a quasi tutti di fare davvero una splendida esperienza perché chi resta con il Signore non perde nulla anzi si arricchisce. Capito! Provateci anche voi.

Eli