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Eventi

MARCIA DELLA PACE 2005
28 gennaio 2005

I volti della pace
 

È stato un anno difficile quello trascorso, in cui i conflitti si sono acutizzati e ci hanno offerto tante immagini di tragedie, hanno mostrato tanti volti di donne, bambini e uomini colpiti, violati dalla guerra. Ecco perché la marcia di quest’anno ha avuto come titolo e tema “I volti della pace”, perché crediamo che non si possano costruire cammini di pace se le persone non depongono gli sguardi ostili e non entrano in relazione tra loro faccia a faccia, senza timore.


Non voglio soffermarmi sull'importanza dell'aver pregato per la pace e testimoniato quale grande dono essa sia; voglio invece sottolineare l'aspetto “ecumenico” e anche “interreligioso” che la manifestazione ha avuto, aspetto certo non secondario rispetto al tema principale.
Noi membri dei gruppi missionari delle due parrocchie abbiamo lavorato, incontro dopo incontro, con la signora Lidia Maggi, pastora della comunità battista di Lodi; col lei abbiamo progettato la struttura della marcia, scelto le preghiere, individuato i gesti da compiere, deciso i canti. Lavorare insieme non è stato né difficile né imbarazzante, forse perché tutti partivamo da alcuni punti fermi:
- che cattolici ed evangelici pregano ed adorano lo stesso Dio, pur in modi diversi, sono quindi fratelli con pari dignità;
- che l'unità dei cristiani non è un fatto secondario nella vita di fede, per essa infatti ha pregato Gesù nel corso dell'ultima cena, poco prima di uscire nel buio del Getsemani;
- che perciò le divisioni tra cristiani sono una lacerazione dolorosa, e di peccato, nel corpo della Chiesa (che poi è il corpo di Cristo), per ricomporre la quale tutti dobbiamo fare qualcosa, a tutti i livelli.
Con un certa frequenza il Papa e i grandi capi religiosi organizzano incontri di preghiera ecumenici (cioè tra cristiani) e anche interreligiosi (cioè con rappresentanti di altre religioni), ma ognuno di noi è chiamato, umilmente, a compiere piccoli gesti di incontro, fedeli con fedeli, nell'ambito di qualche iniziativa comune; e poiché a Lodi sono presenti comunità di varie confessioni, cristiane e non, ciò non dovrebbe essere impossibile.
Nella Marcia della Pace noi abbiamo visto un'occasione favorevole di ecumenismo semplice, vissuto dal basso, per questo vi abbiamo anche invitato (e avuto la gioia di vedere) due giovani donne rumene della comunità cristiana ortodossa di Lodi, e alcuni musulmani, tra cui il capo della comunità islamica di Lodi. Le due giovani rumene sono diventate, dopo la marcia, parte integrante del coro della nostra parrocchia. Noi siamo convinti che questa sia la strada da percorrere: frequentandosi, individuando punti condivisibili su cui lavorare insieme, fedeli di diverse chiese possono imparare a conoscersi, a stimarsi, e ad amarsi come devono amarsi i fratelli, figli dell'unico Padre.
L'impegno è che la marcia non resti un episodio isolato; a tutti noi, con un po' di fantasia e con l'aiuto dello Spirito, il compito di creare, di trovare occasioni d'incontro.

Alda Prandini

 

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