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Catechisti
 

Catechisti, maestri di fede
intervista ai catechisti della parrocchia
(pubblicato il 26.12.2006)

In una società in cui i valori religiosi sono molto lontani dal vissuto quotidiano della maggior parte della gente, la catechesi - che dell’educazione alla fede è uno dei momenti più significativi - è sicuramente un’esperienza difficile.
Ne danno testimonianza i catechisti che abbiamo incontrato (Mirella Curti Arfani, Rosella Lanza Curti, Alessandra Pieretti, Pierangela Maraboli, M. Luisa Masturzo, Tina Tacconi, suor Anna, suor Carolina), rappresentanti della ventina che in parrocchia, tutti i sabati e le domeniche, cercano di dare un contributo alla cresciuta di fede di ragazzi e ragazze.

Cominciamo con dare i numeri …
Sono circa 150 i ragazzi delle elementari che partecipano alla catechesi; 60 quelli delle medie inferiori; una quindicina quelli delle medie superiori.
La maggior frequenza si verifica in corrispondenza dell’età dei sacramenti (dalla 3a elementare alla 1a media: i “cammini di fede”); dopo, il calo è evidente.
Ho vissuto la mia esperienza di catechesi quando era ancora molto simile a quella scolastica. E’ ancora così?
Il percorso della catechesi ovviamente rispecchia - dal punto di vista dei contenuti - quello previsto dalla Cei: ampia libertà di scelta viene poi lasciata al catechista per ciò che riguarda i mezzi da utilizzare, anche se i numerosi sussidi suggeriscono già molte proposte.
La tradizionale “lezione” è spesso sostituita dal lavoro di gruppo, dall’uso di tecniche espressive (cartelloni, ecc.), dal gioco a tema, ecc.. Il tutto con l’obiettivo di sollecitare un maggior coinvolgimento di bambini e ragazzi.
La catechesi degli adolescenti (medie superiori) è curata invece direttamente da don Riccardo e trae maggiormente spunto dal vissuto dei ragazzi.
Va detto inoltre che ci durante l’anno ci sono - per i ragazzi delle scuole medie - alcuni incontri di orientamento vocazionale (“Se vuoi”). La preparazione è curata dalla diocesi e costituiscono un momento interessante in quanto permettono ai ragazzi di incontrare i loro coetanei provenienti da altre parrocchie.
Caso a parte è costituito dall’esperienza ACR che interessa un piccolo gruppo di ragazzi: qui la catechesi si prolunga in un’attività associativa. La “classe” diventa un piccolo gruppi di amici a cui vengono proposte - attraverso il gioco - attività formative.

Come nasce l’idea di fare il catechista?
Fra i catechisti ci sono “anziani” con esperienza pluriennale e giovani all’inizio del cammino. Per molti si è trattato, nel rispondere positivamente ad una proposta dei sacerdoti, di rimettere in gioco un dono ricevuto dalla parrocchia.
Ma sarebbe sbagliato pensare ad un’attività attuata senza alcuna preparazione: ci sono momenti di formazione organizzati dalla diocesi, un programma annuale di aggiornamento (due - tre incontri sempre a livello diocesano), a cui si aggiungono i periodici incontri parrocchiali.
I catechisti di ogni classe (almeno due) preparano poi preventivamente l’attività di ogni sabato e domenica.

Parliamo dei risultati della vostra esperienza …
L’esperienza del catechista è molto arricchente, anche se faticosa. E’ molto stimolante perché ci obbliga ad un continuo cammino di ricerca e crescita.
Ma come ogni educatore, spesso il catechista si pone la domanda: ma quanto abbiamo seminato che raccolto darà?
La risposta non è facile; frequenti sono i momenti di scoraggiamento.
Dobbiamo però pensare che i frutti matureranno secondo i disegni del Signore.

Quali sono le maggiori difficoltà incontrate nella vostra attività?
Innanzitutto i bambini ed i ragazzi di oggi sembrano molto “distratti”. Distratti dai mille messaggi che ricevono, incapaci di concentrarsi anche per poco tempo.
Sono abituati alle modalità di comunicazione televisiva, ed è difficile trovare il giusto linguaggio e le giuste modalità con cui parlare loro.
Questo problema riguarda specialmente i maschietti, tanto che da un anno abbiamo fatto l’esperimento di organizzare classi separate per sesso, nel tentativo di trovare la molla giusta per interessare ragazzi e ragazze.
Ma non tutti i catechisti sono d’accordo in quanto spesso ci sembra di perdere la ricchezza di tante diversità ...
L’altro problema riguarda il ruolo della famiglia.

Ancora una volta è colpa dei genitori?
Nessuna colpa, ma occorre riconoscere che la famiglia è cambiata.
E’ cambiata perché spesso entrambi i genitori lavorano e quindi la famiglia sta insieme solo nel fine settimana.
E’ cambiata perché sono aumentate le separazioni e le famiglie “allargate”.
Poi la stessa “distrazione” che affligge i ragazzi sembra aver colpito anche le loro famiglie.
Mamme e papà sembrano mantenere anche sabato e domenica i ritmi della settimana lavorativa. La partecipazione dei ragazzi ai momenti di catechesi è complicata da mille impegni, mille difficoltà, mille priorità.
Un secondo gradino di difficoltà è costituito dall’indifferenza. La famiglia appare molto lontana dall’esperienza vissuta dai propri figli. Non ostile, ma indifferente.
L’esperienza di fede non è solo catechesi, è anche preghiera, partecipazione alla liturgia: come può la famiglia sostenere il ragazzo nel suo cammino se non partecipa nemmeno alla messa domenicale?
Non mancano poi i casi in cui la famiglia, in forma più o meno conscia, trasmette ai ragazzi valori e messaggi decisamente contrapposti a quelli proposti durante la catechesi.
In ogni modo il risultato alla fine è pressoché analogo: il percorso di fede è vissuto con una certa continuità nell’età dei sacramenti, ma subito dopo la partecipazione cala drasticamente sino quasi a scomparire.

E’ un problema di San Fereolo?
E’ un problema di tutte le realtà parrocchiali, anche se le soluzioni tentate sono diverse.
Per favorire la partecipazione delle famiglie al cammino di fede dei ragazzi in età sacramentale, una volta al mese, il venerdì sera, viene organizzato un momento in cui tutti, genitori e ragazzi, si ritrovano in parrocchia.
Viene proposto un incontro formativo in forma separata e - successivamente - un momento tutti insieme.
Per altre classi abbiamo proposto la partecipazione - a turno - di uno dei genitori. Esperienza interessante!
Sappiamo che altre parrocchie nella diocesi di Milano hanno addirittura tentato l’esperienza di una catechesi affidata ai genitori.