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Animatori Centri di Ascolto
 

Un incontro di persona
di Vanni Bravi
(pubblicato il 27.9.2008)

Due anni fa, in occasione della Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, è stato pubblicato il Piano Pastorale triennale 2006-2009 della Diocesi di Lodi, dal titolo "Educare alla fede raccogliendo le sfide dell'oggi". In coerenza con quel Piano Pastorale Diocesano, anche l'Ufficio Catechistico Diocesano ha formulato un Piano Triennale per i Centri di Ascolto, avente come tema: "Gesù educatore", articolato nei tre anni come:

- Gesù educa con le parabole
- Gesù educa con i gesti (o segni)
- Gesù educa con le relazioni (incontri personali)

Il libretto degli animatori 2006-2007 era accompagnato da una presentazione del Vescovo, mons. Merisi, di cui riportiamo uno stralcio:

"L'intento del nostro Piano Pastorale triennale 2006-2009, mira a far crescere la persona umana in tutte le sue dimensioni e potenzialità, educando la coscienza di ognuno a decidere in ogni opera secondo ciò che è vero, buono e bello, corrispondente al Vangelo. L'ascolto comunitario della Parola di Dio realizzato dai "centri di ascolto" ha un valore molto grande e unisce sia l'approfondimento personale della Parola ascoltata nella liturgia eucaristica domenicale, sia il confronto ampio con le esperienze della vita dei partecipanti, in un clima di preghiera e quindi in un contesto di presenza del Signore risorto ("Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro", Mt 18,20).

Molti di voi - animatori e partecipanti dei Centri di Ascolto - ricorderanno che due anni fa abbiamo letto e meditato alcune parabole: "Il Seminatore", "Il Buon Samaritano" ecc., mentre lo scorso anno ci siamo ritrovati intorno a pagine come "Gesù trasforma l'acqua in vino", "Gesù purifica il tempio" ecc. Cosa dobbiamo aspettarci dunque dai Centri di Ascolto 2008-2009? Quali incontri "personali" con Gesù ci vengono proposti dai Vangeli?
Non è difficile formulare qualche previsione che ci aiuti a metterci sulla giusta lunghezza d'onda per l'ascolto del prossimo anno. Quest'anno leggeremo pagine di Vangelo (o di altri testi del Nuovo Testamento) nelle quali Gesù incontra qualcuno, uomo o donna: di volta in volta potranno essere alcuni pescatori chiamati a diventare discepoli, oppure Nicodemo o Zaccheo o la Samaritana o ancora ...
Ognuno di voi, amici, che da tempo frequentate la Parola, può provarsi a indovinare con buone probabilità di successo. Ed in ogni caso il vostro piccolo sforzo non sarà stato speso invano.
Il senso degli incontri di quest'anno è abbastanza chiaro e forse non sarebbe neppure il caso di dare spiegazioni.
Immaginiamo di metterci nei panni di chi incontra Gesù per la prima volta: chi di noi, anche se credenti "da sempre", può dire che per lui non sia "la prima volta"? Quando lo conosciamo, prima di tutto entriamo in contatto con "le cose che Gesù dice", cioè con le parabole, poi, subito dopo con "le cose che Gesù fa", cioè con i gesti, ma il momento decisivo, quello in cui si gioca tutto, è quello in cui l'incontro con Gesù e con la sua Parola diventa un fatto personale e genera in noi la conversione.
Le folle che hanno incontrato Gesù magari non hanno ancora "creduto" in lui a causa delle parabole e neppure dopo aver assistito a gesti (magari miracolosi), ma quando ognuno di noi si trova a tu per tu con Lui, quando scopre che nulla della nostra persona gli è nascosto (come è avvenuto alla Samaritana), quando ci troviamo faccia a faccia con la Sua infinita misericordia, allora diventa (quasi) impossibile resistergli.
Forse l'obiettivo degli incontri di quest'anno dei Centri di Ascolto è che ognuno di noi, animatori o partecipanti, si renda conto di essere lui nei panni dell'uomo o della donna incontrati e conquistati da Gesù. Ognuno di noi è Zaccheo o la Samaritana, che, dopo aver conosciuto Gesù, non è più la persona di prima, e non può più fare a meno di farsi annunciatore del Vangelo a tutti coloro che incontra.
Ma può accadere anche altro. Forse all'interno del vostro gruppo c'è qualcuno che ha fatto parte del Pellegrinaggio in Terra Santa realizzato nel giugno scorso dalla nostra Parrocchia, qualcuno che ha ancora negli occhi i luoghi in cui Gesù è nato, ha insegnato, ha guarito e sfamato, e soprattutto è morto e risorto.
Forse qualcuno del vostro Centro di Ascolto ricorda ancora i luoghi di quegli incontri interpersonali che leggeremo e mediteremo.
E, per mezzo di questi pellegrini-testimoni, è possibile che le serate dei Centri di Ascolto intorno ad un brano della Parola abbiano qualcosa in più!

Piccoli Gruppi crescono
(pubblicato il 25.4.2007)

Parliamo con Marinella Molinari dell’esperienza dei Centri d’Ascolto. Cosa sono?
I Centri d’ Ascolto sono costituiti da piccoli gruppi di persone che circa una volta al mese si trovano per approfondire e riflettere sulla Parola di Dio. In parrocchia ce ne sono circa una ventina composti ciascuno da 8/10 persone.
Ci troviamo a casa di uno dei partecipanti, generalmente nella serata di un giorno feriale, da ottobre a giugno. I gruppi sono prevalentemente composti da gente che abita nello stesso condominio o nella stessa via.
I gruppi sono guidati da un coordinatore che prepara la riunione, guida il lavoro del gruppo e fa la sintesi delle riflessioni elaborate dai partecipanti.
Perché questa esperienza?
L’attività dei Centri ha ormai diversi anni: nasce infatti nel 2000, l’anno del grande giubileo, con l’obiettivo di avvicinare chi normalmente non frequenta la parrocchia. Insomma i “lontani”. I Centri non esistono solo a San Fereolo, ma in alcune altre parrocchie della Diocesi: anzi lo scambio di esperienze con loro ci è molto utile.
Vorrei ricordare che a San Fereolo prima del 2000 abbiamo fatto un’esperienza molto simile con i “gruppi del vangelo”.
Si discute a ruota libera?
Assolutamente no. Innanzitutto il tema della riunione segue il percorso di approfondimento proprio di ogni anno pastorale: è fissato dalla Diocesi.
Lo scorso anno abbiamo preso in esame la figura dell’apostolo Pietro. Quest’anno, seguendo la tematica del piano pastorale (che tratta del tema dell’educazione alla fede e che sarà l’oggetto del convegno diocesano del prossimo 17 e 18 maggio) stiamo approfondendo il tema delle parabole.
La Diocesi prepara un sussidio per i coordinatori e la scheda guida per ogni sessione di lavoro dei Centri. Inoltre gli argomenti vengono studiati in una riunione mensile di preparazione che si tiene in parrocchia.
Arriviamo quindi alla riunione domestica nella quale l’animatore (che è sempre un laico) ha tutti gli elementi per guidare la riflessione comune, chiamando tutti a dare un contributo in base alla propria esperienza di vita.
Non occorre essere teologi per partecipare ai Centri: vorrei richiamare anzi l’obiettivo originario che è quello di condividere la lettura della Parola con chi è più o meno vicino all’esperienza di fede.
Nella teoria i Centri avrebbero dovuto avvicinare “i lontani”; ma nella pratica?
Una buona metà dei partecipanti è costituita da persone che partecipano all’esperienza parrocchiale molto saltuariamente. Abbiamo avuto ovviamente difficoltà ad agganciare persone completamente estranee all’esperienza di fede: qualcuno però c’è.
Tutti i gruppi lavorano allo stesso modo?
La modalità di lavoro di ogni Centro dipende da molti fattori: dalla tipologia ed età dei partecipanti, dalla loro voglia di tirare fuori la propria esperienza, dalla personalità e capacità dell’animatore. Io per esempio guido due gruppi dalle caratteristiche assolutamente diverse; sono molti diversi anche i risultati ottenuti.
In alcuni casi lo scambio ed il dibattito sono vivaci; in altri la partecipazione è un po’ più passiva e il coordinatore gioca un ruolo più importante.
Come valuti l’esperienza?
Il solo fatto di aver coinvolto in questi sette anni centinaia di persone non può che farci guardare “in positivo” al percorso fatto. Mi sembra però di cogliere alcune necessità.
Innanzitutto i partecipanti ai vari Centri dopo alcuni anni di lavoro hanno acquisito molta familiarità: è vero che gli argomenti trattati costituiscono sempre una novità: vedo però il rischio che a lungo andare ci si ripeta un po’.
Forse bisognerebbe rimescolare un po’ i Centri (compresi i coordinatori) per favorire nuove possibilità di arricchimento.
Dopo lo slancio iniziale poi alcuni Centri non hanno più aggregato nuovi partecipanti: insomma stanno un po’ invecchiando. Anche in questo caso un nuovo rilancio dell’iniziativa potrebbe evitare il rischio di un inaridimento dei Gruppi con età media più elevata.
Val la pena di osservare che nonostante tali problemi la partecipazione è straordinariamente regolare, tenuto conto che - come detto - l’esperienza è ormai settennale.
Qualche idea nel cassetto?
Oltre all’obiettivo di un rilancio dell’esperienza, mi sentirei di proporre anche la necessità di qualificare maggiormente la preparazione degli animatori, sia dal punto di vista dei contenuti che della metodologia di lavoro.
Il mio invito si rivolge comunque alla comunità del nostro quartiere, visto che il Bollettino arriva in tutte le famiglie: le porte delle nostre case sono aperte. Entrate senza paura!

Un nuovo anno per i Centro di Ascolto
(pubblicato il 2.9.2005)

Con l’inizio del nuovo anno pastorale, riprende non solo la catechesi per tutte le età, ma anche l’attività dei Centri di Ascolto. La nostra parrocchia ha un discreto numero di piccole comunità che ogni mese si ritrovano per leggere, confrontarsi con la Parola di Dio, ma anche pregare insieme. Sono infatti diversi anni che questa esperienza viene portata avanti con impegno e serietà nel nostro quartiere.
Nel cuore dei sacerdoti, ma anche in chi vi partecipa, c’è un grande desiderio: che i centri di ascolto non solo si qualifichino sempre di più, ma anche si moltiplichino. E’ il Signore che ha suscitato nella Chiesa questa esperienza comunitaria della Parola, e lui non desidera altri che aumenti il numero di chi ascolta e medita il testo sacro. Se i cristiani non prendono tra le mani il libro di Dio, andranno a rifarsi ad altre fonti che non sempre fanno il vero bene al cuore e alla vita degli uomini e delle donne. Infatti solo il Signore sazia il cuore dell’uomo.
Consapevoli del valore di questa attività pastorale, non ci stanchiamo mai di proporla ogni anno e di invitare a parteciparvi. Qualcuno forse sarà stanco di sentire questo richiamo, non facciamo altro che mettere in pratica l’invito di S. Paolo a Timoteo: “ annunzia la parola, insisti in ogni occasione sia opportuna che inopportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina”. S. Paolo poi continua dicendo che “verrà il tempo in cui si abbandonerà la sana dottrina per rivolgersi alle favole”.
E’ quindi dovere di ogni sacerdote sollecitare all’ascolto della Parola di Dio. Ed anche dovere di ogni cristiano, se vuole essere fedele al suo battesimo, mettersi in docile ascolto del Signore.
Il nostro invito si rivolge allora agli adulti, uomini e donne. Non ci deve essere nessun timore a mettersi insieme in una famiglia oppure ad ospitare nella propria casa un centro di ascolto. Sono convinto che su quella casa che ospita scende la benedizione del Signore. Infatti là dove due o tre si riuniscono nel nome del Signore, lui è presente. Lo ha assicurato lui stesso. Se poi ci si riunisce per ascoltare e condividere la sua Parola, la sua grazia su chi vi partecipa è ancora maggiormente abbondante.