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In ricordo di Marco
di Roberto
Folletti
Il
27 giugno si è concluso il 1° Memorial Marco Torchia che ha segnato il
ritorno del calcio amatoriale nella parrocchia di San Fereolo. È arrivato il
momento di fare il bilancio di un’esperienza che si è sviluppata nell’arco
di tre settimane nel mese di giugno ma che ha impegnato la macchina
organizzativa per un arco di tempo molto superiore. Molti sono i lati da cui
guardare una manifestazione del genere.
Il lato sportive: l’A. C. Lum Lodigiano di Bassi Roberto & C. ha battuto in
finale, per 4-1, i fortissimi ragazzi di mister Contini (Junior A. S. L.) in
una partita spettacolare; mentre nella finale per il terzo posto l’Enola G.
di Mazza & C. ha superato ai rigori il Bar Marino di mister Marchini. Il
premio per il miglior marcatore è andato ad Emanuele Codazzi della Junior A.
S. L che ha battuto sul fil di lana il bomber sanfereolino Montini. Questo
l’esito sportivo della competizione che ha visto partite vissute ad alto
livello agonistico ma nella massima correttezza (poche le ammonizioni ed una
sola espulsione) e sprazzi di ottimo gioco con molti gol spettacolari.
L’organizzazione:
ottima la regia di Beppe Conza e Daniele Matarozzi che alla loro prima
esperienza si sono sobbarcati l’intera organizzazione dall’inizio alla fine
occupandosi della sistemazione e gestione del campo e delle strutture
fornite dalla parrocchia, della ricerca degli sponsor, del rifornimento del
bar e del punto ristoro e del coordinamento con gli altri gruppi che hanno
dato una mano all’organizzazione. Non hanno lesinato il loro aiuto nella
sistemazione delle attrezzature gli amici Tommaso Premoli, Davide Marchini e
Dario Bassini. Per la parte organizzativa fondamentale è stato il supporto
di Anna Matarozzi e Mariangela Cosimato. Il gruppo organizzatore dei giovani
è stato sostenuto dal gruppo storico del G. S. O. San Fereolo che si è
occupato del ristoro e della cassa: Roberto Cattaneo, Domenico Scotti,
Lorenzo Lunni, Giordano Negroni con la
moglie Loredana e Franco Colladio con la moglie Brunella. Un altro sostegno
è arrivato da Ciro Vortice, Filomena Conza e Giuliana Fumi che si sono
occupati del bar. A tutte queste persone, alla parrocchia, al G. S. O. San
Fereolo e a chi si è mosso (anche marginalmente e non) per collaborare alla
buona riuscita della manifestazione va un sincero grazie. Tutti hanno dato
il massimo fornendo la più ampia disponibilità senza mai chiedere nulla, con
la sola idea di portare a termine nel migliore dei modi una manifestazione
nata dal cuore, per ricordare Marco ad un anno dal tragico incidente che se
lo è portato via. Il mix creato dall’entusiasmo dei giovani e l’esperienza
dei “vecchi” (beh sarebbe più corretto chiamarli quasi giovani) ha
funzionato alla perfezione senza il minimo intoppo: da una parte o
dall’altra arrivava sempre la giusta soluzione ad ogni problema.
Gli
sponsor: un grazie sincero va anche agli sponsor che non hanno fatto mancare
il loro sostegno in un momento economico tutt’altro che facile. Alcuni di
loro svolgono il proprio lavoro nel nostro quartiere e sono il macellaio
Valentino, la panetteria Volpi, la pizzeria Il Genovese 2, il bar ristorante
Fashion Garden, la gelateria Dolce Lodi ed il barbiere Pietro; altri invece
hanno la loro attività in altri quartieri della città e sono il gommista
Punto Gomme, la fiorista Fiore di Provenza e la ditta informatica Carioni.
Il pubblico: numeroso e tranquillo,
formato da giovani e da famiglie che hanno preferito ai programmi tv qualche
serata di completo relax sugli spalti a vedere le gesta delle squadre scese
in campo alla conquista del primo trofeo. Sulle tribune si potevano scorgere
alcuni direttori sportivi di grandi e piccole società del lodigiano in cerca
del classico colpo di mercato e dalle ultime notizie possiamo affermare che
qualcuno di loro non è rimasto a bocca asciutta. Anche uno dei più alti
dirigenti della F.I.G.C. era presente sugli spalti: una bella soddisfazione.
L’atmosfera: non c’è che dire, questo torneo ha sicuramente lasciato il
segno in chi lo ha organizzato, in chi vi ha partecipato e in chi ha
solamente assistito. L’atmosfera creata in quelle dodici serate era
veramente magica, tutto ruotava attorno ad un solo sentimento che traspariva
da ogni atto, da ogni iniziativa: l’amicizia. Questo è il filo che unisce
tutto quanto è successo in questa manifestazione. Partiamo
dall’organizzazione, un gruppo di amici solido è riuscito miscelare ed
integrare altre persone di età molto diversa e nell’ottica dell’aggregazione
ha pensato di riunire intorno ad una tavola al ristorante piuttosto che in
pizzeria o in gelateria le prime tre squadre classificate creando in tal
modo un’occasione in più per stare insieme. Altra occasione per creare
aggregazione è stata fornita dal punto di ristoro appena fuori dagli
spogliatoi creando l’occasione di riunire ciò che la partita aveva appena
diviso: un panino con la gustosa salamella, qualche patatina fritta, una
bibita e qualche simpatica battuta tra gli organizzatori, sempre presenti, e
le due squadre ed il gioco è fatto ed il muso lungo per la cocente sconfitta
lasciava lo spazio al sorriso. Lo spirito del torneo è stato compreso,
condiviso ed esaltato da tutti.
Le sensazioni: questi dodici giorni hanno fornito emozioni che hanno toccato
molti di noi e che ci rimarranno dentro: sempre! Come si fa a rimanere
insensibili al desiderio di Mirko Bruggia e di Natale Torchia di giocare la
partita di inaugurazione del Torneo? Le squadre sono in campo, hai appena
letto le formazioni delle squadre e ti si ferma la salivazione, per un
attimo pensi a Marco (anche se non lo hai conosciuto), ti senti strano, poi
fortunatamente l’arbitro fischia l’inizio della partita e tutto torna
normale o almeno credi. Quell’attimo te lo porti dentro… per sempre! Tutto
scorre via, le partite si susseguono una dopo l’altra. Manca solo la finale.
Sai già dal mattino, quando ti svegli che quello non sarà un giorno normale.
Sai già cosa ti aspetta dopo la finale. Hai molto da fare, non hai il tempo
di pensare ed arrivi senza accorgerti alla premiazione ed anche lì ci arrivi
senza problemi ma appena senti chiamare i genitori di Marco per assegnare
loro la targa ricordo, il sangue si gela, la salivazione si blocca, hai un
groppo in gola, non puoi dire nulla, ma dall’espressione dei tuoi occhi
vorresti far capire loro che gli sei vicino e che Marco gli è vicino come
l’hai sentito tu in quel momento. Sai che probabilmente non sei riuscito a
comunicarglielo ma dentro di te sai che loro lo sanno. Le premiazioni
scorrono via ed il tuo pensiero anche, ma comunque per un po’ rimani scosso.
A distanza di qualche giorno, ti fermi, ci ripensi, rifletti. Non ho
conosciuto Marco, non so spiegarmi il perché ma quando ripenso a quei
momenti me lo sento con me, al mio fianco con la paura di avere portato via
qualcosa ai suoi genitori.
Non so cosa hanno provato gli altri. Ne abbiamo parlato solo un attimo, solo
due parole, la sera stessa. Tutti eravamo stati toccati da quanto era
accaduto, ma subito abbiamo cambiato discorso, forse tutti volevano tenerci
dentro quelle sensazioni, e il tutto resta lì dentro di te fino a quando
riempi queste pagine così di getto senza pensarci.
Conclusioni: per essere tutti alla prima esperienza organizzativa dobbiamo
sicuramente essere felici dei risultati raggiunti. È stato massacrante sotto
ogni punto di vista ma l’idea è quella di non fermarci e di continuare. Già
si parla del 2° Memorial Marco Torchia con l’intenzione di migliorarci. Non
sarà facile ma sicuramente ci proveremo.
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