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ultimo aggiornamento
03/10/2009
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1' Memorial Marco Torchia
giugno 2005
 

In ricordo di Marco
di Roberto Folletti

Il 27 giugno si è concluso il 1° Memorial Marco Torchia che ha segnato il ritorno del calcio amatoriale nella parrocchia di San Fereolo. È arrivato il momento di fare il bilancio di un’esperienza che si è sviluppata nell’arco di tre settimane nel mese di giugno ma che ha impegnato la macchina organizzativa per un arco di tempo molto superiore. Molti sono i lati da cui guardare una manifestazione del genere.
Il lato sportive: l’A. C. Lum Lodigiano di Bassi Roberto & C. ha battuto in finale, per 4-1, i fortissimi ragazzi di mister Contini (Junior A. S. L.) in una partita spettacolare; mentre nella finale per il terzo posto l’Enola G. di Mazza & C. ha superato ai rigori il Bar Marino di mister Marchini. Il premio per il miglior marcatore è andato ad Emanuele Codazzi della Junior A. S. L che ha battuto sul fil di lana il bomber sanfereolino Montini. Questo l’esito sportivo della competizione che ha visto partite vissute ad alto livello agonistico ma nella massima correttezza (poche le ammonizioni ed una sola espulsione) e sprazzi di ottimo gioco con molti gol spettacolari.
L’organizzazione: ottima la regia di Beppe Conza e Daniele Matarozzi che alla loro prima esperienza si sono sobbarcati l’intera organizzazione dall’inizio alla fine occupandosi della sistemazione e gestione del campo e delle strutture fornite dalla parrocchia, della ricerca degli sponsor, del rifornimento del bar e del punto ristoro e del coordinamento con gli altri gruppi che hanno dato una mano all’organizzazione. Non hanno lesinato il loro aiuto nella sistemazione delle attrezzature gli amici Tommaso Premoli, Davide Marchini e Dario Bassini. Per la parte organizzativa fondamentale è stato il supporto di Anna Matarozzi e Mariangela Cosimato. Il gruppo organizzatore dei giovani è stato sostenuto dal gruppo storico del G. S. O. San Fereolo che si è occupato del ristoro e della cassa: Roberto Cattaneo, Domenico Scotti, Lorenzo Lunni, Giordano Negroni con la moglie Loredana e Franco Colladio con la moglie Brunella. Un altro sostegno è arrivato da Ciro Vortice, Filomena Conza e Giuliana Fumi che si sono occupati del bar. A tutte queste persone, alla parrocchia, al G. S. O. San Fereolo e a chi si è mosso (anche marginalmente e non) per collaborare alla buona riuscita della manifestazione va un sincero grazie. Tutti hanno dato il massimo fornendo la più ampia disponibilità senza mai chiedere nulla, con la sola idea di portare a termine nel migliore dei modi una manifestazione nata dal cuore, per ricordare Marco ad un anno dal tragico incidente che se lo è portato via. Il mix creato dall’entusiasmo dei giovani e l’esperienza dei “vecchi” (beh sarebbe più corretto chiamarli quasi giovani) ha funzionato alla perfezione senza il minimo intoppo: da una parte o dall’altra arrivava sempre la giusta soluzione ad ogni problema.
Gli sponsor: un grazie sincero va anche agli sponsor che non hanno fatto mancare il loro sostegno in un momento economico tutt’altro che facile. Alcuni di loro svolgono il proprio lavoro nel nostro quartiere e sono il macellaio Valentino, la panetteria Volpi, la pizzeria Il Genovese 2, il bar ristorante Fashion Garden, la gelateria Dolce Lodi ed il barbiere Pietro; altri invece hanno la loro attività in altri quartieri della città e sono il gommista Punto Gomme, la fiorista Fiore di Provenza e la ditta informatica Carioni.
Il pubblico: numeroso e tr
anquillo, formato da giovani e da famiglie che hanno preferito ai programmi tv qualche serata di completo relax sugli spalti a vedere le gesta delle squadre scese in campo alla conquista del primo trofeo. Sulle tribune si potevano scorgere alcuni direttori sportivi di grandi e piccole società del lodigiano in cerca del classico colpo di mercato e dalle ultime notizie possiamo affermare che qualcuno di loro non è rimasto a bocca asciutta. Anche uno dei più alti dirigenti della F.I.G.C. era presente sugli spalti: una bella soddisfazione.
L’atmosfera: non c’è che dire, questo torneo ha sicuramente lasciato il segno in chi lo ha organizzato, in chi vi ha partecipato e in chi ha solamente assistito. L’atmosfera creata in quelle dodici serate era veramente magica, tutto ruotava attorno ad un solo sentimento che traspariva da ogni atto, da ogni iniziativa: l’amicizia. Questo è il filo che unisce tutto quanto è successo in questa manifestazione. Partiamo dall’organizzazione, un gruppo di amici solido è riuscito miscelare ed integrare altre persone di età molto diversa e nell’ottica dell’aggregazione ha pensato di riunire intorno ad una tavola al ristorante piuttosto che in pizzeria o in gelateria le prime tre squadre classificate creando in tal modo un’occasione in più per stare insieme. Altra occasione per creare aggregazione è stata fornita dal punto di ristoro appena fuori dagli spogliatoi creando l’occasione di riunire ciò che la partita aveva appena diviso: un panino con la gustosa salamella, qualche patatina fritta, una bibita e qualche simpatica battuta tra gli organizzatori, sempre presenti, e le due squadre ed il gioco è fatto ed il muso lungo per la cocente sconfitta lasciava lo spazio al sorriso. Lo spirito del torneo è stato compreso, condiviso ed esaltato da tutti.
Le sensazioni: questi dodici giorni hanno fornito emozioni che hanno toccato molti di noi e che ci rimarranno dentro: sempre! Come si fa a rimanere insensibili al desiderio di Mirko Bruggia e di Natale Torchia di giocare la partita di inaugurazione del Torneo? Le squadre sono in campo, hai appena letto le formazioni delle squadre e ti si ferma la salivazione, per un attimo pensi a Marco (anche se non lo hai conosciuto), ti senti strano, poi fortunatamente l’arbitro fischia l’inizio della partita e tutto torna normale o almeno credi. Quell’attimo te lo porti dentro… per sempre! Tutto scorre via, le partite si susseguono una dopo l’altra. Manca solo la finale. Sai già dal mattino, quando ti svegli che quello non sarà un giorno normale. Sai già cosa ti aspetta dopo la finale. Hai molto da fare, non hai il tempo di pensare ed arrivi senza accorgerti alla premiazione ed anche lì ci arrivi senza problemi ma appena senti chiamare i genitori di Marco per assegnare loro la targa ricordo, il sangue si gela, la salivazione si blocca, hai un groppo in gola, non puoi dire nulla, ma dall’espressione dei tuoi occhi vorresti far capire loro che gli sei vicino e che Marco gli è vicino come l’hai sentito tu in quel momento. Sai che probabilmente non sei riuscito a comunicarglielo ma dentro di te sai che loro lo sanno. Le premiazioni scorrono via ed il tuo pensiero anche, ma comunque per un po’ rimani scosso. A distanza di qualche giorno, ti fermi, ci ripensi, rifletti. Non ho conosciuto Marco, non so spiegarmi il perché ma quando ripenso a quei momenti me lo sento con me, al mio fianco con la paura di avere portato via qualcosa ai suoi genitori.
Non so cosa hanno provato gli altri. Ne abbiamo parlato solo un attimo, solo due parole, la sera stessa. Tutti eravamo stati toccati da quanto era accaduto, ma subito abbiamo cambiato discorso, forse tutti volevano tenerci dentro quelle sensazioni, e il tutto resta lì dentro di te fino a quando riempi queste pagine così di getto senza pensarci.
Conclusioni: per essere tutti alla prima esperienza organizzativa dobbiamo sicuramente essere felici dei risultati raggiunti. È stato massacrante sotto ogni punto di vista ma l’idea è quella di non fermarci e di continuare. Già si parla del 2° Memorial Marco Torchia con l’intenzione di migliorarci. Non sarà facile ma sicuramente ci proveremo.

Il sito del torneo