Nonostante tutto, sei bella! di don Peppino Raimondi - parrocoDopo tanti rilievi sui preti che sbagliano e sulla povertà umana della Chiesa, sento il dovere come vostro parroco di offrire una mia pur povera riflessione spirituale perché la nostra fiducia e il nostro amore nei confronti della Chiesa e dei suoi sacerdoti, faccia un salto di qualità. Non so che cosa sia passato nel cuore di tanti cristiani durante questo anno nel quale sono emerse con una certa violenza situazioni di male compiute da alcuni sacerdoti nei confronti della nuove generazioni e contro la Chiesa. Ne infatti abbiamo sentiti di tutti i colori. E soprattutto ci siamo meravigliati del marciume che esisteva nella Chiesa. Nel nostro amore e nella nostra stima nei confronti della Chiesa e dei sacerdoti, non pensavamo che esistesse tutto questo male. E quindi la meraviglia di tale situazione ha creato senz’altro disagio e timori sia verso la Chiesa che verso i suoi sacerdoti. Come vostro parroco vi esprimo in sincerità e semplicità di cuore, quanto ho maturato in questa situazione. Vi confesso che anch’io non pensavo che ci fossero queste situazioni. Ma poiché sono venute alla luce, ho cercato di maturare ancora di più nella fede in Cristo e nell’amore alla Chiesa. In questa mia fatica, ho pensato sempre a voi, alla nostra comunità parrocchiale. Poiché desidero che conserviate la fede in Cristo Signore e nello stesso tempo viviate con gioia e speranza la vostra appartenenza alla Chiesa, che per noi si concretizza nella comunità parrocchiale, ecco i miei pensieri e le mie riflessioni. E’ nata dal cuore trafitto di Cristo in croce. Ha manifestato il suo volto nel giorno della Pentecoste. E Gesù prima di salire al cielo ha detto agli apostoli non solo di andare in tutto il mondo, ma che Lui sarebbe stato sempre con loro fino alla fine di questo mondo. E così la chiesa ha iniziato la sua corsa seguendo e vivendo anch’essa la storia degli uomini e del mondo intero senza mai confondersi e perdendosi nelle diverse e svariate vicende liete e tristi degli uomini e dei popoli, ma sempre impegnata a servire ogni uomo rendendo presente Gesù Cristo e comunicando la sua grazia per mezzo dei sacramenti. Se vogliamo capire qualcosa e poi di conseguenza accettare e far nostra la realtà della Chiesa, dobbiamo conoscere la sua profonda identità. Noi molto spesso ci fermiamo guardando alla Chiesa a ciò che vediamo soltanto con i nostri occhi e sentiamo con le nostre orecchie. Infatti per molti la Chiesa sono il papa, i vescovi e i sacerdoti, uniti tra loro. Da altri è considerata un’agenzia di servizi religiosi, perché amministra i battesimi, i matrimoni, i funerali oppure la si vede come un’istituzione che compie opere umanitarie. Per altri è un gruppo di persone che spesso si ritrovano, stanno bene insieme ascoltando la Parola di Dio e pregando. Tutto questo non è la Chiesa, anche se esprime qualcosa del suo mistero. La Chiesa è soprattutto un mistero d’amore, che solo Dio poteva creare, solo Lui può continuamente sostenerla e condurla lungo la storia. La Chiesa possiamo paragonarla ad una moneta e come tale ha due volti, ma profondamente inseriti l’uno nell’altro senza perdersi uno a scapito dell’altro. E’ quindi divina e umana. E’ divina perché in essa abita lo Spirito Santo. E’ Lui che la anima, la guida, è Lui che la sostiene. E’ ancora Lui che in essa agisce continuamente per il bene dell’umanità. Per mezzo di questo Santo Spirito, essa è la presenza di Gesù Cristo salvatore, il quale continua ancora oggi a compiere i gesti di salvezza a favore di coloro che fanno parte della Chiesa. Con questa sua continua azione di salvezza Gesù realizza il progetto del Padre di fare dell’umanità la famiglia di Dio Padre. Ma questa presenza salvifica della Trinità si incarna nelle persone che aderiscono alla Chiesa, si manifesta per mezzo delle persone che vi appartengono. Il mistero di salvezza che è la Chiesa nel suo aspetto divino, per manifestarsi al mondo, ha bisogno di rivestirsi dell’umanità dei singoli cristiani, di coloro che gli appartengono. Per questo la Chiesa si presenta al mondo intero, ad ogni uomo che la guarda, agli stessi cristiani, umana e divina. Divina per la presenza dello Spirito, umana perché si manifesta per mezzo degli uomini e delle donne, dei sacerdoti e dei religiosi che la compongono. Poiché è divina e umana, noi possiamo correre il tremendo pericolo di fermarci all’umano, cioè ai cristiani che vediamo, ai preti che incontriamo, ai raduni del cristiani che si incontrano per celebrare. Ma la Chiesa è qualcosa di più grande. Essendo un mistero della grazia divina, cioè dell’opera dello Spirito, presenza viva di Cristo, per rendersi presente, per manifestarsi al mondo, lo fa attraverso le persone che la compongono. I cristiani, i sacerdoti, i vescovi, lo stesso papa, sono Chiesa anch’essi, ma nel suo aspetto umano. La Chiesa quindi è qualcosa di grande, di divino, che supera le persone, anche se queste sono chiamate a renderla visibile agli occhi di tutti. Per vedere la realtà della Chiesa nel suo mistero profondo occorrono allora gli occhi della fede. Senza questo sguardo ci si ferma soltanto all’aspetto umano anche se questo è importante e necessario. La realtà umana della Chiesa, cioè i cristiani, i sacerdoti, i vescovi, lo stesso papa, proprio perché sono uomini sempre capaci di commettere peccato, possono oscurare, tradire, il mistero santo e profondo della Chiesa, cioè la sua santità profonda, la presenza di Cristo. Proprio per questo è stato detto che la Chiesa è santa e peccatrice. Santa nel suo mistero profondo, perchè lì regna e opera il Signore, peccatrice perché fatta da uomini peccatori, anche se redenti, ma che possono sempre commettere i peccati. Lo scandalo che è scoppiato in questi mesi, per opera di alcuni sacerdoti, non ha inciso per nulla la santità profonda della Chiesa. Ha tuttavia offuscato certamente il suo volto umano dal quale doveva apparire il volto di Cristo, ma non ha vanificato minimamente la sua potenza di salvezza per l’umanità. Non meravigliamoci allora del male che i recenti fatti hanno arrecato alla Chiesa, perché noi tutti, io per primo, poniamo sempre delle ombre sul suo volto umano, quando invece di vivere secondo il Vangelo, ci comportiamo in senso opposto. In tutti questi secoli la Chiesa ha vissuto e ora sta vivendo e continuerà a vivere momenti felici di accoglienza, ma anche momenti di sofferenza, di emarginazione, di critica e di attacchi da parte dei singoli uomini e istituzioni, ma anche per opera di certe ideologie e poteri politici. E nonostante questo, è arrivata a noi e continuerà ancora la sua corsa. Nessuno infatti potrà mai distruggerla, perché è divina nel suo mistero profondo. L’aspetto umano della Chiesa sarà sempre oggetto di critiche e di rifiuti, potrà anche essere messa ancora la bando o anche ritirarsi nella catacombe, ma non sarà mai soppressa. Lo ha detto molto bene Gesù: “io sono con voi tutti i giorni”, “cielo e terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”, “nel mondo avrete tribolazione, ma coraggio, io ho vinto il mondo”. Nonostante quanto sia successo e per quanto succederà di negativo nella Chiesa, io amo la Chiesa, la amerò sempre di più. Pur venendo a conoscenza di tutto questo male, mi sono innamorato ancora di più di questa stupenda opera del Signore. Senza la Chiesa, senza questa comunità cristiana, la mia vita di prete e la vostra vita di cristiani non avrebbero senso, non avrebbe significato il nostro vivere e il nostro morire. E da questa Chiesa infatti che noi abbiamo ricevuto il battesimo che ci ha fatti figli di Dio, io non sarei sacerdote e nemmeno vostro parroco. E’ da lei che ricevo ogni giorno la grazia del Signore per spezzare il corpo del Signore e per donare a voi il suo sangue. E’ per mezzo di lei che noi cresciamo e maturiamo nella fede e nell’amore del Signore. E’ ancora lei che perdona i miei peccati e mi dà la possibilità di perdonare i vostri peccati. E sarà lei che un giorno ci presenterà al Padre celeste per poter entrare nei regno dei cieli a contemplare nella gioia il volto stupendo del Signore Gesù e così vivere per sempre nella casa celeste che il Padre ha preparato per tutti coloro che si sono abbandonati qui in terra a seguire e ad amare il suo figlio Gesù. So però anche che tutti questi doni spirituali, tutta questa grazia di Dio giunge a me per mezzo dell’umanità di questa Chiesa. E non può essere diversamente. Infatti Dio Padre, il suo Figlio Gesù, lo Spirito Santo hanno bisogno per raggiungermi e rendermi partecipe del loro amore di questa umanità della Chiesa che siamo tutti noi. Non sempre questa umanità che la rende visibile è conforme alla sua volontà. Essendo formata da uomini e donne che portano nel loro corpo le conseguenze del peccato, possono ostacolare, oscurare, tradire ciò che la Trinità stessa chiede loro di essere, di agire, di manifestare. Il peccato è sempre possibile anche ai cristiani e alle persone consacrate. Proprio per questo so e accetto che la Chiesa è santa e peccatrice, sempre bisognosa di rinnovamento. Non mi impressiona il male che questi fedeli e sacerdoti possono commettere. Anch’io con le mie povertà morali, il mio carattere non sempre amabile, così pure anche voi, fedeli di San Fereolo, con i vostri peccati e con la vostra scarsa generosità cristiana, oscuriamo il suo volto. Ma so anche che con queste nostre povertà morali, con le povertà di cui siamo venuti a conoscenza in questo anno, il volto splendente della Chiesa non viene per nulla intaccato, perché la santità della Trinità rimane sempre in lei. La bellezza di questa nostra Chiesa sta anche nel fatto che la grazia che il Signore vuol dare a me e a voi tutti, mediante i sacramenti e la celebrazione del suo amore, ci viene donata nonostante il male che può compiere un sacerdote. La grazia dei sacramenti, l’amore del Signore non vengono minimamente intaccati dal peccato di chi ci amministra i sacramenti. Possiamo veramente allora dire che il Signore Gesù ha fatto le cose per bene. Il suo amore per noi è sempre grande e sempre rimane santo nonostante le povertà umane della sua Chiesa. Amiamo allora questa Chiesa del Signore Gesù, amiamo la nostra comunità parrocchiale. Passiamo oltre le povertà umane e morali che noi tutti vi portiamo. Il Signore Gesù vive in lei, e per mezzo suo noi abbiamo sempre in modo completo i doni del Suo amore, i sacramenti. Ne viene di conseguenza allora, per me e per tutti voi, di non stancarci di pregare perché la santità della Chiesa emerga, si faccia vedere anche per mezzo della sua umanità che siamo tutti noi. E si farà vedere nella misura in cui io per primo e poi tutti voi diventeremo santi come appunto vuole il Signore Gesù, che abita nel profondo del nostro cuore e nel cuore meraviglioso della Chiesa. | Il progetto di don Marco AvogadriEntrando nella Chiesa parrocchiale di S. Fereolo lo sguardo è subito attratto dall'urna di Maria Bambina, posta a destra, anche perchè è sempre illuminata da tante candele votive; segno della devozione che i parrocchiani nutrono per la Madonna, venerata come bambina: buon segno! La Chiesa ricorda l'8 Settembre come giorno dedicato alla natività della Madonna: festa che ha avuto origine in oriente ed è giunta a Roma nel Medio Evo. Il papa Sergio I alla fine del Vll secolo volle che fosse celebrata in Roma con digiuni, fiaccolata notturna e processione a piedi scalzi dalla basilica di S. Giovanni in Laterano alla basilica di S. Maria Maggiore. La devozione alla Madonna, per un cristiano, è fondamentale per la sua vita di fede, perchè la Madonna è il passaggio obbligato per arrivare al Padre, come è stato per Gesù, quando ha voluto dare inizio all'opera della redenzione, per entrare nel mondo, si è incarnato in Maria. La nascita della Madonna è stata vista come l'inizio dell'adempimento della promessa che Dio aveva fatto nel Paradiso terrestre, dopo il peccato originale, quando disse al serpente: "Io porrò inimicizia fra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno". Da quel momento gli uomini vivevano in mezzo alle inevitabili difficoltà e prove della vita, sostenuti dalla speranza che Dio mantenesse la sua promessa. Il Signore mandava sempre persone qualificate (i profeti)per mantenere viva questa speranza; possiamo, quindi, immaginare con quanta gioia sia stata accolta la nascita di quella giovinetta ebrea, Maria, destinata dal Padre a diventare la Madre del suo Figlio, il Messia Salvatore tanto desiderato. La festa di Maria Bambina coincide proprio con l'inizio del nuovo anno pastorale che, per la nostra parrocchia, quest’anno, assume un significato particolare. Infatti, secondo il programma pastorale, tutti dobbiamo sentirci impegnati a "far sussultare Gesù nel cuore di tutti i cristiani di questo quartiere". Ci aspetta, quindi, un compito difficile ma,a dispetto di qualche inevitabile fallimento nel passato, stavolta deve andar meglio, perchè c'è Lei che ci dà la sua materna benedizione. Sperimenteremo allora una nuova gioia di vivere la nostra fede, perchè vedremo che Lei riserverà la tenerezza del primo abbraccio materno al figlio prodigo che ritorna. Speriamo siano tanti! Meglio ancora se sono tutti! Cerchiamo allora di recitare spesso questa preghiera: "Santa Maria, Madre tenera e forte, nostra compagna di viaggio sulle strade della vita, ogni volta che contempliamo le cose grandi che l'Onnipotente ha fatto in te, proviamo una così viva malinconia per le nostre lentezze, che sentiamo il bisogno di allungare il passo per camminarti vicino. Asseconda pertanto, il nostro desiderio di prenderti per mano, e accelera le nostre cadenze di camminatori un po' stanchi. Divenuti anche noi pellegrini nella fede, non solo cercheremo il volto del Signore, ma, contemplandoti quale icona della sollecitudine umana verso coloro che si trovano nel bisogno (sopra tutto spirituale), raggiungeremo in fretta la "città", il quartiere, recando gli stessi frutti di gioia che portasti un giorno ad Elisabetta lontana" (don Tonino Bello). |